10 ANNI !
deSidera compie dieci anni. Una bella meta raggiunta in tempi non facili. La circostanza invita a
fare il punto della situazione e a guardare avanti seguendo le indicazioni che emergono da un’esperienza
ormai consolidata.
Per cominciare mi sembra utile volgere lo sguardo e la memoria ai primi passi della rassegna per
riscoprirne il patrimonio genetico. L’amicizia intelligente di Benvenuto Cuminetti indicava al termine
degli anni Novanta la necessità di riportare alla ribalta i grandi testi della letteratura cristiana,
la forza intrinseca della parola e la dimensione comunitaria che essa è in grado di generare quando
è autentica.
Su questa strada ci siamo incamminati nel 2003, dopo la sua scomparsa, nel tentativo di dare corpo
alle sue indicazioni lungimiranti.
Se deSidera ha avuto successo in questi anni è stato grazie al suo intenso rapporto con il territorio
a cui da sempre si rivolge, fatto di parrocchie e di amministrazioni che, spesso unendo le forze,
promuovono gli eventi. Mi piace pensare che questa relazione si fondi su una reciprocità che è
andata via via chiarendosi e delineandosi, generando una profonda trasformazione della rassegna:
non più solo un cartellone di spettacoli che la Fondazione Bernareggi propone alle comunità, ma
veri e propri progetti teatrali che nascono congiuntamente spesso per valorizzare i momenti forti
della vita collettiva, religiosa e civile.
Così il calendario si è via via dilatato, ha perso la concentrazione temporale tipica dei festival fino
a diventare una rassegna tematica al servizio del territorio: sempre più frequentemente accade
infatti - e il fenomeno sta assumendo i tratti del carattere dominante - che gli spettacoli nascano
per inaugurare un restauro appena terminato di un edificio storico destinato alle attività culturali,
o per celebrare un santo patrono, o per aprire un nuovo appuntamento culturale o, infine, per dare
spessore a una festa popolare. Qui deSidera dà il meglio di sé perché si sforza di suggerire pièces
opportune, o testi da produrre o, ancora, protagonisti della scena italiana in grado di valorizzare
quell’intenzione. Sono nate, così, esperienze davvero toccanti e anche amicizie personali che
conferiscono stabilità e profondità alle nostre proposte culturali. In questi anni, infatti, intorno a
deSidera è nata una piccola comunità fatta di istituzioni e di persone: attori, compagnie teatrali,
organizzatori, tecnici, amministratori pubblici, sostenitori, simpatizzanti e spettatori; essi non solo
rappresentano la forza che determina la fortuna del festival, ma influiscono, con la loro presenza
partecipe, sulle stesse scelte artistiche. Un movimento lento, tante volte poco appariscente, ma che
non ha mai smesso di crescere e radicarsi.
Il tema trasversale della rassegna rimane identico dalle origini (le domande ultime dell’uomo
emergenti dalle esperienze individuali e collettivepiù provocatorie), ma si è arricchito di tutte le
sfumature apportate dalla storia di questi incontri: attenzione alle fragilità e alla responsabilità civile,
tensione verso le istanze poetiche e antropologiche, simpatia per il gusto della vita, e, insieme,
per il dramma del dolore e la necessità di guardare al futuro e alle nuove generazioni offrendo una
speranza fondata sulla fede o su una ricerca sincera e non banale.
Quest’anno la Fondazione Bernareggi si occupa anche del pubblico grazie al progetto MyDramaazione
di formazione del pubblico teatrale, di cui la Fondazione Bernareggi è partner insieme all’Università
di Bergamo e al Teatro Donizetti, con il sostegno di Fondazione Cariplo.
Infine tenterà di portare a termine il progetto di ricerca sulle compagnie amatoriali bergamasche,
protagoniste dell’animazione culturale delle nostre comunità.
Dopo di che ci inoltreremo nel secondo decennio. Con l’aiuto di tutti coloro che vorranno partecipare
a questo affascinante cammino artistico e formativo.
Gabriele Allevi