Il Museo Adriano Bernareggi è aperto dal settembre del 2000 nel rinascimentale palazzo Bassi Rathgeb donato dagli eredi Rathgeb alla Diocesi col preciso vincolo di ospitarvi un museo.
Le collezioni.
Il nucleo originale delle collezioni era stato raccolto con grande lungimiranza a partire dagli anni Trenta da Mons. Adriano Bernareggi, allora vescovo di Bergamo. Esso rispecchia in modo prevalente la cultura dei secoli XVI - XIX nell'ambito bergamasco e illustra
essenzialmente il periodo che va dal Concilio di Trento al Vaticano II.
Il territorio.
In questi tre secoli nel territorio della Diocesi di Bergamo vengono costruite, o rimodellate quasi tutte le chiese nei centri e nella periferia. Questo immenso sforzo creativo ha lasciato un segno indelebile nel patrimonio artistico e architettonico fino a
noi. Chi entra in una qualsiasi chiesa della Diocesi, oggi, vi rintraccia i segni di questa eredità.
Un approccio all’arte.
Per capire meglio la storia e il senso delle opere d’arte collocate nelle chiese, quindi, è indispensabile conoscere la concezione di Chiesa e di fede che ne ha determinato la committenza, l’uso liturgico che ne imponeva forme e contenuti, la sensibilità di
un popolo che davanti ad esse pregava, cantava, implorava.
La funzione del museo.
Il Museo Bernareggi, quindi, mentre espone e rilegge le sue collezioni favorisce una migliore comprensione dell’ambiente storico e culturale nel quale è nato quasi tutto il patrimonio artistico presente nel territorio bergamasco. Non un’operazione nostalgica,
ma un esercizio della memoria, strumento indispensabile per capire il presente e pensare il futuro.
Il contenuto.
Oggetti di uso liturgico si affiancano a immagini di culto provenienti sia da chiese e oratori sia da case private, come da case e da nuclei familiari arrivano i molti documenti della pieta’ popolare che testimoniano la presenza capillare di riti e usi comuni.
Frammenti di decorazioni provenienti da chiese e conventi a fianco dei numerosi ritratti di rappresentanti del clero e di testimonianze della presenza della Chiesa a Bergamo e nella Diocesi conducono il racconto di una storia con peculiarità e ritmo proprio
e specifico.
L’allestimento.
La vocazione fortemente didattica infine, ha portato ad un allestimento concepito come un percorso a capitoli e a temi e all’offerta di numerosi strumenti multimediali per una comprensione più stratificata e flessibile ad ogni tipo di approccio, da quello sbrigativo
a quello più esigente.